L’ECOSOSTENIBILITA’ NEL SETTORE TURISTICO ALBERGHIERO.

05.01.2012 09:25

di Antonio Faracca


La nostra civiltà, sempre più industrializzata, produce grandi quantità di materiali di rifiuto di ogni genere: dai rifiuti domestici a quelli industriali. Questi prodotti, che possono assumere forma diversa (solidi, liquidi, gassosi) per la maggior parte finiscono nell’ambiente, inquinando l’aria, l’acqua, il suolo. Tutto questo deve rendere tutti responsabili del fenomeno dell’inquinamento che mette in allarme la salute di ogni individuo. Per tali ragioni il concetto di ecosostenibilità è in continua evoluzione permettendo così  la salvaguardia dell’ambiente.  Oggi vi è anche una tipologia di turismo ecosostenibile a basso impatto ambientale, cioè rispettoso della natura e della cultura del posto.  Oggi esiste addirittura un’associazione: si tratta dell’AITR (Associazione Italiana Turismo Responsabile) che promuove la cultura di viaggi di Turismo Responsabile, un turismo che, come definito da un’assemblea di AITR, è attuato nel pieno rispetto dell’ambiente e della cultura locale.

Una ricerca realizzata da Isnart, ha dimostrato che il 15% della popolazione italiana ha avuto esperienza di turismo responsabile e oltre la metà degli italiani ha idea di cosa sia. Per quanto riguarda gli interessi personali, solo il 23% della popolazione intervistata si definisce molto interessato.

Ecoturismo è un termine nato per indicare le attività turistiche rispettose dell'ambiente e dell'ecologia. E' quindi sinonimo di turismo ecologico (ecological tourism). La definizione di ecoturismo è stata coniata nel 2002 in occasione del summit mondiale dell’ecoturismo a Quebec (in Canada) in cui i delegati di 132 paesi hanno approvato il testo della Quebec Declaration on Ecotourism. Prima del Summit di Quebec del 2002 il termine ecoturismo era usato in senso stretto per intendere il turismo sostenibile ed in senso ampio il turismo responsabile, ossia il rispetto della cultura e della società locale. Con la dichiarazione di Quebec i paesi hanno scelto di adottare la definizione allargata di ecoturismo. L'ecoturismo deve saper coniugare il rispetto dell'ambiente, della cultura e della società del luogo, lo sviluppo economico locale e la soddisfazione del turista. In tal senso l'ecoturismo si presenta come uno strumento di conservazione dell'ambiente naturale, gestito in modo organizzato per consentire un'adeguata redditività alle popolazioni locali e agli operatori turistici. Nel nostro paese c’è sempre stata una grande attenzione per le questioni ambientali anche in questo settore. Non a caso, l’Italia può vantare il primato in Europa per numero di strutture turistiche a cui è stato riconosciuto l’Ecolabel (il marchio europeo di qualità ecologica che premia i prodotti e i servizi migliori dal punto di vista ambientale): più di cento strutture godono di questo riconoscimento europeo, un numero da record. A questo va aggiunta l’attenzione sempre maggiore del turista straniero (tedesco in particolar modo) verso le tematiche ambientali. L’Hotel ecosostenibile si caratterizza partendo risparmio energetico dotando le camere i una tessera magnetica, per tenere sotto controllo il consumo di energia. L’energia elettrica viene attivata mediante l’inserimento della tessera e in questo modo si evitano gli sprechi energetici mentre non si è in stanza. Dobbiamo sempre pensare che la produzione di energia elettrica è collegata alle emissioni nell’atmosfera, che contribuiscono in maniera determinante ad accrescere l’inquinamento ambientale. EcoWorldHotel è un progetto, nato nel 2007, che comprende una serie di strutture alberghiere, bed&breakfast, resort, dimore storiche, case vacanze e ostelli ecosostenibili.

Gli alberghi del Gruppo sono caratterizzati da menù biologici e a chilometro zero, dall’utilizzo di carta riciclata, da lampadine a basso consumo e dall’uso di detersivi eco-compatibili, oltre ad una serie di altre azioni finalizzate a limitare il loro impatto sull’ambiente. Non solo alberghi ecosostenibili ma anche vino ecosostenibile come la cantine di Tramin in Alto Adige.  La cantina sociale raccoglie nella sua produzione le uve prodotte da ben 270 propietari che coltivano così una superficie di vigneti di 230 ettari. Per realizzare una forma di incentivo concreta a è stato stabilito che il sistema di divisione degli utili verso i contadini proprietari premia coloro che adottano metodi di allevamento della vite in rispetto della natura. Un risultato ottenuto è stato l’eliminazione dell’uso di diserbanti su oltre 70% dei vigneti. Inoltre, ad oggi circa 15 ettari di vigneto vengono lavorati in maniera biologica o biodinamica.

Per finire vi ricordo che è sorto il ristorante ecosostenibile in Emilia Romagna si serve a tavola con posate e bicchieri biodegradabili, eliminare quanto piu’ possibile i prodotti monouso, adottare sistemi di risparmio energetico e offrire piatti con prodotti del territorio e biologi. Questa è una realtà che ci portare ad essere responsabili e rispettosi dell’ambiente.

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