ANTENNE PER LA TELEFONIA E AUMENTO DEI TUMORI. LO SCIENZIATO ANTONIO GIORDANO SCENDE IN CAMPO AL FIANCO DEI CITTADINI DI SPERONE CONTRO L’INSTALLAZIONE DI UN NUOVO RIPETIRORE

22.12.2011 12:26

Dal quotidiano IL MATTINO di Avellino

 

La battaglia contro il ripetitore progettato (ma non  ancora autorizzato) nella stazione della Circumvesuviana nel comune di Sperone (Av) ha uno sponsor d’eccezione. Si tratta di Antonio Giordano, luminare della scienza, presidente del Crom, il Centro di ricerche oncologiche di Mercogliano, e dello «Sbarro Institute» negli Stati Uniti. Giordano   è persona conosciuta e stimata anche nel piccolo centro mandamentale, dove lo scorso inverno tenne un seguitissimo convegno   presentando in anteprima gli esiti di uno studio sulla connessione  tra la presenza di sversamenti di rifiuti e discariche e l’incidenza  tumorale nelle popolazioni.

Amico dell’ex sindaco Salvatore Alaia, Giordano, tornato in Italia da alcuni giorni, avvertito della protesta in atto a Sperone contro l’installazione dell’antenna, ha voluto raggiungere la cittadina del Baianese e far sentire anche la propria voce. «I cittadini hanno ragione a manifestare - dichiara Giordano -. Ad oggi non vi sono ancora studi definitivi sull’effetto delle onde elettromagnetiche, ma si sta facendo una ricerca  sistematica proprio sulla connessione con i tumori del sistema nervoso. Il collegamento non è ancora scientificamente provato, non c’è nesso diretto, ma la compatibilità tra presenza di antenne per la telefonia e aumento di tumori c’è. Va solo dimostrata». Il discorso del ricercatore napoletano prende le mosse anche da fattori storico sociali, oltre che scientifici: «Non bisogna ripetere gli errori del passato. Pensiamo a cosa è avvenuto con l’amianto, un pericolo sconosciuto, poi preso sottogamba, infine riconosciuto e dagli effetti devastanti. Purtroppo in molti casi era troppo tardi. E allora bisogna chiedere che sulle onde elettromagnetiche non ci si comporti come si fece con l’amianto, non si minimizzi e si offrano strumenti a tutela della popolazione».

Una forma di tutela, per Giordano, consiste nell’impedire la costruzione di questo tipo di impianto in pieno centro abitato: «Bisogna fare grande attenzione a queste nuove tecnologie, soprattutto quando sorgono vicino a zone popolate. In particolare, bisogna studiare l’impatto che questi presidi hanno su popolazioni come queste, caratterizzate da una certa longevità. Poi occorre educare sui rischi potenziali, sulla base delle ricerche già note». Il presidente del Crom non si nasconde però dietro dati scientifici, perché amplia la riflessione anche al ruolo della politica e degli amministratori locali: «Non si abusi della mancanza di conoscenza di parte della popolazione, e non si agisca, nel caso degli amministratori, con superficialità. I danni che possono conseguire a un atteggiamento superficiale sono irreparabili. Io sono al fianco dei cittadini di Rione Ferrovia e di Sperone, e al fianco di quanti, come Salvatore Alaia, stanno manifestando per una giusta causa. A causa delle onde  elettromagnetiche ci si può anche ammalare».

Come a sottolineare con  i fatti un dato cui oggi manca solo l’ufficialità scientifica, aggiunge: «Io stesso, quando parlo al cellulare, uso tassativamente l’auricolare». Incassato il sostegno di Antonio Giordano, quanti si battono contro la costruzione del ripetitore nella stazione Circum vanno avanti con le proprie iniziative. Continua infatti la raccolta firme, che si svolgerà anche nel corso delle «Notti Avellane» in programma il prossimo fine settimana.

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