Il giovane pizzaiolo Gino Sorbillo aderisce alla protesta con i Verdi e l’Ordine dei Giornalisti

02.07.2010 12:04

Mangiare una bella pizza e leggere comodamente il giornale, ma possibilmente ricco di notizie e non di racconti o favolette inventate. E’ possibile se non approvano la famosa legge bavaglio. E di sicuro vi state chiedendo cosa c’entra la pizza? C’entra e come! Perché ancora una volta parte una singolare iniziativa da Napoli. Il dissenso contro il ddl del Governo sulle limitazioni alle intercettazioni passa dalle Aule parlamentari alle pizzerie della città del golfo e del Vesuvio:  in uno dei piu' famosi locali della citta', è stata offerta la pizza ''No al bavaglio'', su iniziativa del segretario campano dei Verdi Francesco Saverio Borrelli e del presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania Ottavio Lucarelli.   La singolare manifestazione contro la cosiddetta ''legge bavaglio'' vede anche la partecipazione di alcuni rappresentanti dell'universita', che hanno manifestato contro il ddl del Governo.  La pizza - trasformata da pietanza universalmente conosciuta a simbolo della protesta - e' stata consegnata ai manifestanti da una delle piu' famose pizzerie della citta' di Napoli, la Sorbillo, che per tutto il giorno servira' ai suoi clienti soltanto pizze con la scritta ''No al bavaglio''.   Anche Napoli si mobilita e protesta, come in tutta Italia, contro il disegno di legge che intende limitare le intercettazioni telefoniche: ''Il consiglio dell'Ordine della Campania - spiega il presidente Ottavio Lucarelli - ha votato all'unanimita' l'adesione alla manifestazione di oggi a Roma e continueremo a partecipare a tutte le inziative a sostegno della liberta' di stampa e dell'informazione''. ''Abbiamo scelto la pizza come simbolo della nostra protesta perche' e' il prodotto culinario piu' famoso del mondo - dice Francesco Saverio Borrelli - e deve essere simbolo del contrasto alla limitazione della liberta' di stampa''.    La protesta si e' svolta nella sede dell'universita' Federico II del corso Umberto I e vi hanno aderito anche i rappresentanti degli studenti, Andrea Sola e Dimitri Paipais, oltre al proprietario della storica libreria Treves Rino De Martino. Decine le adesioni anche provenienti dalla destra cittadina.  ''L'italia e' al 73esimo posto nel mondo per liberta' di informazione - dice Borrelli - in un territorio come quello campano inoltre limitare le intercettazioni significherebbe lasciare tutto in mano alla camorra. Inoltre vogliamo proprio capire chi e' stato leso dalle pubblicazioni delle intercettazioni, quello che si sta tentando di fare e' di tutelare i potenti. La situazione e' talmente calda ormai che la gente e' esaspetata e questo sistema continuare a coprire le malefatte dei potenti potrebbe anche sfociare nella violenza''.

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